Matanna

Da Lucca seguire la Via Ludovica, a Diecimo seguire per Pescaglia, Pascoso, poi Matanna.

Parcheggiare al rifugio Matanna (dove si può fare degli spuntini,mangiare al ristorante o andare al bar)  prendere la strada sterrata a sinistra dopo circa 10 min di marcia c’è un casottino in muratura, prendere a destra, godetevi il panorama poi montate ancora sino a una specie di altopiano libero da sassi.

(Questo posto si chiama la foce del pallone)

Foce del Pallone: il nome di questo passo è dovuto al fatto che qui si trovava la stazione di arrivo di una teleferica e la storia di questa è veramente interessante. Infatti nell’estate del 1910 fu realizzato un collegamento tra l’Albergo Alto Matanna e la zona di Grotta all’ Onda (vedi itinerario per Grotta all’Onda).
Posta 300 metri più a valle: una navicella, trainata da un pallone aerostatico fatto scorrere a guisa di funicolare su un cavo sorretto da piloni, trasportava le persone fino alla Foce (che poi prese il nome dal pallone) dove le attendeva una carrozza trinata da cavalli che le portava fino all’albergo. L’ aeronave poteva trasportare fino a sette persone e funzionò egregiamente per tutta l’estate della sua inaugurazione, facendo sperare in un notevole sviluppo turistico della zona: purtroppo, però, nell’ inverno successivo tutta la struttura fu distrutta da un uragano e non venne più ricostruita (allegata all’itinerario si trova la locandina che pubblicizzava l’avvenimento).


La locandina della funivia trainata dal pallone

Altezza 900 mt. Circa.

Si vola prevalentemente con vento dal mare.

Condizioni: in piena estate abbastanza buone con il vento che proviene dal mare. Poco posto per atterrare con alianti grandi, da preferire con Easy Glider o simili.

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21 – 10 – 07
 

Non so se esisteva prima, ma da oggi è ufficiale: il pendio estremo esiste. Ieri al campo non
abbiamo volato a causa del super vento e mentre eravamo alla pasticceria, belli al caldo, Umberto dice che domani vuole andare in pendio. Pensa che ti ripensa, mi ricordo che alcune persone hanno volato anche a
Matanna, col vento da nord, quindi è deciso: alle 11 ci troviamo qui (stavolta ho trovato uno più matto di me).
La sera, il tg della Toscana per il giorno dopo, dava allerta meteo per vento forte ed ho pensato: andiamo bene. La mattina non era male, arriviamo al parcheggio con vento forte; 15 min. a piedi ed arriviamo sul luogo di volo.
All’improvviso si apre il panorama che, pur conoscendolo, mi ha impressionato per la sua bellezza.Dopo un po’ vedo della roba bianca che vola, pensavo fosse cenere, ma poi capisco che è neve che arriva dagli
Appennini. Umberto monta il Rieti (devo dire che il coraggio non gli manca) , lo lanciamo, il modello andava su ma era turbolento a bestia, soprattutto sulla sinistra. Facciamo un po’ per uno a pilotare perché
ghiacciano le mani e ci dobbiamo riposare, (prima di andare su ho avvertito Umberto che difficilmente il modello sarebbe tornato sano e salvo). Il modello prende dei colpi, tanto che pensavo si sarebbe rotto in volo. Dopo una mezz' ora di questo rodeo provo ad atterrare, ma lo spazio è minimo e quando il modello va dietro il versante, entra in turbolenza di brutto, il primo passaggio viene abbastanza bene, ma al secondo diviene inguidabile e si schianta contro il pendio. Danni limitati, si tronca la fusoliera ma tutto il resto è intatto.
 (Infatti nel 2008 il Rieti ha volato parecchio!) Mentre stavamo mangiando, ci
telefona Giuseppe e dice che sta andando a comprare le scarpe: noi pendio estremo e lui a comprare le scarpe.... mah! Forse ha ragione lui. Luca ed io non voliamo coi nostri modelli. Dopo esserci scaldati al sole ed aver goduto appieno di quel panorama andiamo giù per un caffè al rifugio Matanna con riscaldamento acceso, varie discussioni con Erika che si stava per suicidare mentre discutevamo di macchine al c.n.c. Al campo salutiamo i soci, ma visto il forte vento stanno andando tutti via. In serata in un negozio sportivo compro una coperta da sopravvivenza, visto quello che mi aspetta  può essere utile.
 
                                                                                                     Rovai Roberto.